La mia wishlist firmata H&M

Zara è il mio primo amore, quello assoluto, quello che cercherai di non tradire mai, di ricordare sempre, quello per cui ti chiederai ogni volta 

Ma ne è valsa la pena?

Ieri notte però mentre aspettavo Morfeo, ho fatto una carrellata veloce sull’app di H&M.. 

E..

E alla fine mi sono innamorata di questi capi:

   

     

Buttati a caso nel carrello virtuale per non dimenticarli e per non alzarmi a prender carta e penna per segnare i codici..

I prezzi sono altini..

Oddio per l’esperienze passate, devo dire che forse i jeans ci valgono..

Sono resistenti e quel paio che comprai con i saldi, l’ho donato alla parrocchia da poco..

Insomma, sto cercando cose carine per il mio imminente viaggio.. 

Se dovesse venirvi un’idea, bussatemi!

😜

Annie the owl..

Gli appassionati di Harry Potter che per anni hanno sognato di adottare un gufo come il maghetto protagonista della saga, avranno finalmente la loro possibilita’: il prossimo 19 marzo apre nel quartiere londinese di Soho il primo locale dove tra un drink e l’altro si potrà socializzare con i volatili notturni. I ‘gufo-bar’ sono molto in voga a Tokyo ma Londra sara’ la prima capitale europea a presentare la sua versione. 

‘Annie the owl’ sara’ aperto all’inizio solo per una settimana e rigorosamente dalle 20 alle 2, nel rispetto della natura notturna dei gufi. Per la sicurezza degli avventori, nel locale sara’ presente anche un falconiere professionista, anche se gli animali presenti sono stati tutti addestrati a stare in mezzo alla gente. L’ingresso al bar costa 20 sterline (circa 27 euro) e include due cocktail. Non e’ la prima volta che la capitale inglese apre a locali amici degli animali. L’anno scorso infatti a Londra aveva aperto il primo ‘cat-bar’ dove si poteva andare con i propri animali domestici.

Annie sarà la regina del locale e accanto a lei ci saranno anche Darwin, Ruby, Cinders, Winston e Hootie finalista del concorso mondiale di bellezza per gufi.






Per un’amante dei gufi come me, non posso non andarci! Nel mio prossimo viaggio a Londra ad aprile..

Come vi sentireste se le ferie potessero non finire mai?

Branson cancella l’orario di lavoro: “Contano i risultati, non il tempo in ufficio” dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
(La Repubblica)
Il magnate della Virgin stravolge l’azienda: i dipendenti saranno liberi di ore, giorni e settimane di ferie senza chiedere il permesso a nessuno. C’è una sola condizione: “Non devono mettere a repentaglio risultati e carriera”

LONDRA – Il brutto delle ferie è che prima o poi finiscono. Ma come vi sentireste se le vostre ferie, potenzialmente, non finissero mai? O meglio se foste voi a decidere quando finiscono: quando andare in vacanza e per quanto tempo starci, senza che il capufficio, come lo si chiamava un tempo, insomma il boss, il vostro diretto superiore, la vostra azienda, possano obiettare nulla al riguardo. E’ il nuovo sistema di lavoro approvato da Richard Branson, il 64enne imprenditore britannico, uno dei businessmen più ricchi e intraprendenti (qualcuno direbbe “stravaganti”) del Regno Unito e forse del mondo, che ha annunciato l’entrata in vigore della nuova policy per i dipendenti della Virgin, la conglomerata che contiene tutte le sue aziende, nei molteplici campi, dall’aviazione alla finanza, dall’intrattenimento ai media, in cui operano.

Non è uno scherzo e nemmeno un’idea del tutto originale. Branson racconta di averla presa da Netflix, il network di film e videogiochi da noleggiare via internet o da guardare in streaming, che lo ha già applicato con successo, ottenendo risultati positivi: vale a dire soddisfazione dei dipendenti e incremento dei guadagni. “La nostra nuova politica permetterà a tutti i salariati di andare in ferie quando vogliono e per quanto vogliono”, scrive il magnate sul proprio blog. “Non c’è bisogno di chiedere l’approvazione a nessuno, e né i dipendenti, né l’azienda, dovranno tenere conto dei giorni che trascorrono in vacanza lontani dall’ufficio”. Una condizione in realtà c’è: “Sta ai dipendenti decidere quando hanno voglia di prendersi qualche ora, un giorno, una settimana o un mese di ferie, con la sola consapevolezza che lo faranno quando si sentono al 100 per cento fiduciosi che la loro assenza non danneggerà il lavoro, e naturalmente nemmeno la loro carriera”.

Si potrebbe obiettare che, con una regola simile, nessuno potrebbe mai andare in ferie neanche per un momento – altrimenti sarebbe lecito sostenere che l’azienda può andare avanti benissimo senza quel dipendente e dunque tanto varrebbe lasciarlo in ferie per sempre, insomma farne a meno, licenziarlo. Ma non sembra questo l’intento di Branson. L’iniziativa è il risultato della rivoluzione tecnologica che permette a molti di lavorare da casa o comunque fuori dall’ufficio: se non è più possibile vigilare tassativamente sul tempo che uno passa a lavorare, ecco il ragionamento del capo della Virgin, perché mai dovremmo vigilare sul tempo che passa in vacanza? “La nostra attenzione dovrebbe concentrarsi sui risultati che ognuno realizza, non su quante ore o quanti giorni ha lavorato”, spiega nel suo blog. Bisognerà intendersi su come valutare i risultati, chi decide quando un risultato o un progetto è a posto e come impedire che gliene subentri immediatamente un altro. Insomma si tratterà di vedere come funziona in concreto la proposta. Non andrà bene per tutti i tipi di lavoro: difficile immaginare che a una catena di montaggio gli operai possano dire, bene, una macchina è fatta, adesso ce ne andiamo in vacanza tutti insieme e quando torniamo ne facciamo un’altra. Potrebbe tuttavia essere l’inizio di una rivoluzione per il mondo del lavoro. E con questo, ho concluso il mio articolo. Me ne andrei in ferie per un po’, se la policy del signor Branson diventasse universale.