Il dodicesimo Presidente

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Sergio Mattarella palermitano classe 1941 è il dodicesimo presidente della Repubblica Italiana.
Al quarto scrutinio ha raggiunto il voto di maggioranza.
Ex giudice della corte costituzionale, ex ministro della difesa tra non poche polemiche, ex esponente della Dc, pochi minuti fa è stato eletto.
Il suo predecessore Giorgio Napolitano ha sottolineato stamattina: “E’ importante la più ampia convergenza su di lui, è sempre importante avere grandi numeri. La convergenza è certamente importante per rafforzare il consenso e dare una caratterizzazione che non abbia a che vedere con questioni tattiche politiche contingenti. Area popolare aveva ragione ad essere polemica, ma hanno assai più ragione per la scelta che si realizzerà stamattina”. Parole che l’ex capo dello Stato pronuncia dopo aver depositato nell’urna la propria indicazione di voto per il successore al Quirinale: “La mia presenza qui è doverosa – aggiunge, e su Mattarella racconta: “Lo conosco sul piano dell’assoluta lealtà e correttezza, sensibilità e competenza istituzionale e certamente dell’imparzialità. Caratteristiche importantissime per disegnare la figura del capo dello Stato”

Chissà come sarà, chissà cosa cambierà e se cambierà davvero qualcosa..
Non possiamo far altro che incrociare le dita per il futuro del nostro Paese.. Affinché si risollevi dal disastro in cui è rovinosamente scivolato..

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L’indefinito.

L’indefinito.

…perdersi poi ritrovarsi.. Poteva andare bene (può darsi)
Recita così la strofa di una canzone abbastanza nota ai più.
Ed è così che vivo.
Che mi sento.
Stavolta non si parla d’amore, come nella suddetta canzone.. Stavolta e ancora una volta si parla di lavoro, prospettive, futuro.
Galleggio nell’indefinito
La mia vita è indefinita.
È proprio quando penso di poter smettere di galleggiare solamente ma di riuscire finalmente a farmi una bella bracciata, una nuotata, ecco che una forza “indefinita” mi fa sprofondare di nuovo nell’acqua impedendomi i movimenti.
Inoccupata da sempre, laureata da tre anni ormai.
Quando penso

Ma chi me l’ha fatto fare?

, mi vengono in mente le parole di mio padre..
Sognatore incallito come me.
Ho preso tutti i suoi difetti, compreso questo: il credere fermamente nei sogni e nel destino che aiutato dai singoli esseri umani, fa in modo che si realizzino.
Si perché la vita senza sogni per me è una cosa vuota.
Perché sono i sogni che non mi hanno ancora impedito di crollare definitivamente e di smettere di credere a qualsiasi cosa.
Sono una persona molto idealista, sognatrice, a volte un po’ troppo utopica..
Ma ormai sono così. A trent’anni non è facile cambiare, non è facile e non voglio onestamente smettere di credere in quei pochi punti cardini che ho.
Eppure galleggio ancora nell’indefinito.
Se dieci anni fa mi avessero detto che questo sarebbe stato il mio futuro, avrei riso e creduto che mi stessero prendendo in giro.
Invece è così.
L’indefinito mi avvolge, come la stanchezza di non saper più che pesci prendere, di appigliarsi a qualsiasi cosa per tirare a campare.
Non è quello che volevo per me.
Non è quello che mi aspettavo.
Eppure al momento è realtà.
Ancora.
Certo, sono consapevole che i problemi della vita sono altri..
Ma a trent’anni ti inizia a venir voglia di fare qualcosa, di fare altro.. Di costruirti un qualcosa di tuo..
Perché no, di sposarti e avere una famiglia.
Quando dico che non ci penso, che la fatidica data è ancora tanto lontana, mento agli altri ma anche a me stessa.
Mento consapevolmente.
Mento perché al momento nel mio galleggiare nell’indefinito non c’è spazio per famiglia, matrimonio, figli..
Non c’è al momento e non so ancora per quanto tempo non ci sarà.
Ed è triste, molto triste sta cosa.
Vedo la gente intorno a me, alla mia età, o anche più piccola fare quello che avrei voluto fare io..
E per quanto io sia felice con quello che ho, molte volte sento che non mi basta più.
Poi vedo quello che i miei occhi non vorrebbero vedere mai: donnine dello spettacolo che guadagnano più di un normale cristiano che si alza ogni giorno per guadagnarsi il pezzo di pane con cui sfamerà i suoi figli; vedo persone non ben definite e definibili, parenti o amici di qualcuno “potente” fare quello che dovrei fare io pur non avendone il titolo.
Dire questa è l’Italia non mi basta più.
Non è più una giustificazione.
Credevo nella politica, quella fatta di valori, dove il mangia mangia non era così palese e soprattutto non si pensava solo ai propri interessi..
Credevo che bastasse il merito per andare avanti e fare bene il proprio lavoro, invece sempre più mi rendo conto che ci vogliono gli agganci giusti, le persone giuste al posto giusto.
Io queste persone non ne ho. Quelle che avrebbero potuto fare qualcosa si sono lavate le mani e la faccia facendo finta di fare quel che avevano promesso..
Alla fine è come il cane che si morde la coda.
Il circolo è infinito finché qualcuno non arriverà e lo spazzerà via.
Finché qualcuno non insegnerà al cane a non mordersi sempre la propria coda, ma quella di un altro..
E mentre aspetto Baffone, galleggio nell’indefinito.

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It was..

It was Sun city.. A day.. More Time before..
Napoli!
Comunemente conosciuta come la città del sole, da un paio di giorni è diventata una piccola Londra.
Around me, everything is grey. Dark&grey.. It’s rapinino again, and again, and again..
It’s still raining.
Fulmini, tuoni e lampi. Questo è lo scenario che si apre allo sguardo di qualsiasi napoletano oggi.
Tombini e fogne otturate permettono la nascita di nuovi fiumi e laghi.
Le buche nel manto stradale sono diventate voragini piene di acqua che se prese in pieno ti permettono di ritrovarti in Giappone in men che non si dica.
La linea internet e la rete tv sono andate a farsi benedire.
Le finestre sono zuppe di acqua, come se non ci fosse un domani..
Le auto ferme fuori casa mia a causa della scarsa e pessima visibilità.
Ho dovuto mettere un tappeto sotto la porta di ingresso in quanto il rischio di allagarci è di nuovo alto, altissimo.
È così che ti sale il porco..
Va bene l’inverno, va bene il freddo polare.. Ma la pioggia no! 😔

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La proposta: Giornalisti si diventa solo con la laurea

La proposta: Giornalisti si diventa solo con la laurea

Molto discussa sul web la proposta di legge sulla professione giornalistica presentata da Pino Pisicchio (Cd), presidente del gruppo Misto alla Camera.

Secondo il progetto di norma per essere giornalisti professionisti bisognerà conseguire una laurea triennale e frequentare un biennio di specializzazione (come una laurea magistrale in giornalismo, un master riconosciuto dall’Ordine o una scuola professionale di giornalismo). Nella proposta inoltre il praticantato di 18 mesi presso una redazione non esisterà più e all’esame si accederà unicamente attraverso un percorso universitario.

Oltre alla modifica dei requisiti di accesso all’esame da giornalista, riportiamo le principali novità che porterebbe questa regolamentazione:

STATUS DI PUBBLICISTA. Oggi per l’accesso all’albo dei pubblicisti non e’ prevista alcuna prova ma solo una certificazione di un certo numero di articoli pubblicati. Con la nuova legge l’iscrizione all’albo sara’ subordinata all’effettuazione di un colloquio presso l’ordine o dalla frequenza di corsi formativi di almeno 45 ore organizzati sempre dall’ordine.

COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI. Il testo Pisicchio prevede il quasi-dimezzamento dei componenti del consiglio nazionale dell’ordine. Si passa dai 130 attuali a 70 consiglieri di cui 45 professionisti e 25 pubblicisti.

GIURI’ PER LA CORRETTEZZA DELL’INFORMAZIONE. E’ istituito presso ogni distretto di corte d’appello il giuri’ per la correttezza dell’informazione composto da cinque membri, due nominati dall’Agcom, due dall’ordine dei giornalisti e uno, il presidente, tra i magistrati delle corti di appello. Avra’ il compito di conciliare i conflitti tra giornalisti e utenti per contenere il numero delle querele temerarie e alleggerire i tribunali.

FORMAZIONE CONTINUA. L’aggiornamento della competenza professionale deve essere senza fine di lucro o commerciale. Sono previste esenzioni per i giornalisti sospesi, per quelli iscritti da piu’ di venti anni all’Albo, per gli over 60, per i parlamentari o per gli eletti nei consigli dell’Ordine o di categoria. Potranno essere inflitte sanzioni dall’avvertimento alla censura in caso di inadempimento.

“Ne sento la necessita’ essendo anche io giornalista professionista”, ha spiegato Pisicchio in una conferenza stampa a Montecitorio durante la quale sono state illustrate le novita’ di un testo che modifica la legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti che quest’anno ha compiuto 51 anni.

Studere studere post morte quid valere? Ante mortem quid mangere?!

Riprendere a studiare dopo anni non è facile!
Soprattutto se si cerca anche un modo per mantenersi.. Un qualcosa con cui mangiare..
Ecco il perché del titolo.
I saggi latini avevano ragione.. Alla fine dopo la morte tutti i sacrifici fatti, i titoli di studio conseguiti, l’amore per questa o quella materia non servirà a nulla, saremo tutti polvere accanto ad altra polvere..
Il più povero e il più ricco, il più colto o l’ignorante, l’analfabeta e lo studente, saranno tutti sullo stesso piano!
Ma ante mortem, cosa fai se non hai un titolo?!

Ecco che ricomincia la storia trita e ritrita dell’epoca dei miei genitori.
Negli anni 40/50 i genitori spronavano i propri figli a studiare, ad elevarsi culturalmente dalla condizione in cui erano..
Ma era un’epoca diversa.
O studiavi o rimanevi un povero contadino analfabeta..
Non potevi scappare da lì…

Oggi invece la situazione è esattamente cambiata…
Studi o non studi, il lavoro lo stesso non lo trovi..
Se ti va bene troverai un lavoro che non ti soddisferà, ma che prenderai pur di diventare indipendente, almeno un minimo..
Altrimenti camperai sulle spalle dei tuoi genitori a lungo..

Poi dicono che siamo choosy, bamboccioni..
Che non cerchiamo veramente un lavoro..

Ma avete mai provato voi a vedere, leggere e scremare gli annunci di lavoro almeno in un campo che conosco come quello della comunicazione?

Richiedono quasi sempre un’esperienza minima di 2-3 anni, che non si abbia superato la soglia dei 28 anni( quando ti va bene sono 30), neo laureati e con il minimo di 105/110..

Ora va bene il voto, va bene neo laureati.. Ma l’esperienza?!
Se sono neo laureato non avrò mai potuto maturare due anni di esperienza in quel campo..
Se non sono neo laureato comunque è dura avere due anni di esperienza in quel campo…
Per cui ritorniamo al discorso già visto, già letto, già conosciuto del cane che si morde la coda..

Insomma non è facile! E non lo sarà ancora per molto.

Nel frattempo studio.. Più per me che per gli altri.. Ma anche qui, non è facile!
Sono già esaurita!!
😣😣😣

Ma ndo vai se il SEO non lo sai?!

Io di certo da nessuna parte!

SEO…
SEO…
SEO…
SEO…

SEM…
SEM…
SEM…
SEM…

Queste parole risuonano nella mia mente peggio di una litania… Peggio di un lamento, di un tarlo, di una pulce nell’orecchio..

Ndo vai alla fine se il SEO non lo sai?
A casa! A rimuginare e innervosirti con il sistema universitario italiano in primis, e con te subito dopo.
Leggo spesso il blog di Giovane carina e disoccupata, o La disoccupazione ingegna..
Leggo spesso di altri giovani uomini/donne che dopo aver raggiunto il traguardo della laurea tra mille peripezie e difficoltà, si ritrovano ad elemosinare un lavoro alla fine anche in un campo che non è il loro..
E mi incazzo ancora di più!

Certo, non si deve fare di tutta l’erba un fascio, ma quelli che dopo la laurea trovano impiego nel loro campo, a mio parere, si contano sulle dita delle mani.. A volte di una sola mano!
E non è giusto!

Prendete ad esempio me: 28enne, laureata triennale e specialistica in comunicazione pubblica e di impresa e pubblicità, è disoccupata. Anzi no, INOCCUPATA! Il che è ancora peggio!
Non andrò mai in pensione di questo passo, non potrò mai costruire una mia famiglia, avere dei figli, sposarmi, vivere finalmente da sola..
Ma allo Stato, alle Istituzioni tutte, questo che importa?!
Io sono solamente un numero in mezzo ai milioni di persone che popolano la terra..
Un numero insignificante. Un’entità che c’è o non c’è, non fa differenza.
Non è questo che avevo scelto per me!
Non è questo che pensavo quando ho scelto di continuare gli studi!

Sognavo un lavoro, una casa, una famiglia con dei bambini pronti ad aspettarmi a fine lavoro..
Oggi sogno ancora..
Per carità, i sogni sono importanti, fondamentali nella nostra vita.. Rappresentano un po’ degli obiettivi..

Ma a 28 anni suonati, per necessità e per forza di cose i miei sogni devono cambiare!
Sono laureata in comunicazione, dovrei conoscere le tecniche di SEO E SEM, invece non so nemmeno dove stiano di casa..
L’università non ti forma in questo campo, in quello che è il futuro.
Penserete voi ora: “Perché non impari da sola?”
Ci ho pensato e provato.. Ma il SEO non si insegna! Non esistono persone formate in grado di insegnarti le tecniche più importanti.. O come fare quel mestiere.
Il SEO è un qualcosa in continuo mutamento. Se oggi hai imparato questo, magari domani devi già dimenticarlo perché vecchio, sorpassato, soppiantato da altri mezzi/modi/tecniche.

E non è giusto!
A volte mi ritrovo a chiedermi e a pensare tra me e me: Ma chi caxxo me l’ha fatto fare?!
Potevo desiderare di imparare un mestiere, un qualcosa di utile sempre e comunque, invece no, ho scelto di studiare…
E mo quindi…
Ndo vai se il SEO non lo sai?!

Creata la super cellula per contrastare i tumori. Addio chemio?!

UNA ‘super proteina’ che può bloccare all’origine il processo che permette a un tumore di entrare nel sangue per invadere altri organi del corpo, dando origine a delle metastasi. E’ stata sperimentata dall’Università di Stanford sui topi, nell’ambito di uno studio pubblicato su Nature Chemical Biology. Si tratta di una proteina ingegnerizzata, versione modificata della proteina naturale Axl, che funziona come una specie di ‘esca avvelenata’. Agganciandosi a un’altra proteina denominata Gas6, le impedisce di innescare il meccanismo attraverso il quale la neoplasia può viaggiare da un tessuto all’altro. Somministrata per via intravenosa in cavie da laboratorio con tumori mammari e ovarici, la nuova proteina ha ridotto le metastasi rispettivamente del 78% e del 90% rispetto al gruppo di roditori controllo, non trattati con la sostanza. Un risultato incoraggiante che potrebbe portare in futuro a nuove cure.

Lo studio. “E’ una terapia molto promettente che dagli studi preclinici sembra efficace e non tossica. Potrebbe aprire a un nuovo approccio al trattamento del cancro”, spiega Amato J. Giaccia, uno degli autori. “La maggior parte dei pazienti che muoiono per un cancro sono colpiti da forme metastatiche della malattia”, sottolinea Jennifer Cochran del team di ricerca. Per cercare di rallentare o bloccare le metastasi oggi si utilizza infatti la chemioterapia, che non sempre funziona e in più è gravata da pesanti effetti collaterali.

L’esca che blocca la metastasi. Gli scienziati di Stanford hanno tentato un’altra via: cercare di impedire l’interazione fra le due proteine (Axl che si trova sulle cellule tumorali e la sua controparte circolante Gas6), che scatena la diffusione del tumore dando origine a metastasi. Quando infatti due Gas6 si agganciano a due Axl, si genera un segnale che permette al cancro di viaggiare da un organo o da un tessuto a un altro attraverso il sangue. I ricercatori hanno prodotto in laboratorio una versione alterata di Axl, che proprio come un’esca ‘pesca’ Gas6 nel circolo sanguigno e gli impedisce di legare e attivare le proteine Axl presenti come setole sulla superficie delle cellule malate.

La sperimentazione non si ferma. La ‘super proteina’ è già avviata allo sviluppo industriale grazie a Ruga Corporation, start-up biotech di Palo Alto in California, di cui Giaccia e Cochran sono consulenti scientifici. La società ha preso in licenza la proteina ingegnerizzata e procederà a ulteriori test preclinici per verificare se la sua somministrazione possa essere sicura e potenzialmente efficace anche nell’uomo.

La ricerca italiana sul tumore al seno. Una scoperta che segue di poco quella fatta da un gruppo di studiosi italiani, ma che riguarda il cancro al seno. I ricercatori dell’Istituto nazionale tumori di Milano hanno individuato un nuovo meccanismo responsabile delle metastasi nel tumore del seno. Alla base del processo c’è l’osteopontina, un’insospettabile proteina, normalmente presente al di fuori delle cellule e coinvolta nella regolazione di diversi processi fisiologici.