Classe 1986

Trent’anni o poco meno!
Mi han detto che sono identica a mio padre, che “puzzo” della sua stessa “puzza”, a partire dai capelli.
Sarebbe un complimento, un gran bel complimento – in effetti.
Eppure a volte ho quella brutta sensazione che non lo sia.
È indubbio che gli somigli, terribilmente, ma sarò anche io così piena di alti ideali, di odio e schifo contro le ingiustizie?!
Avrò anche io i suoi valori?
Mi attenderà la stessa fine?
Mio padre è morto per i suoi ideali, per il suo senso di giustizia, per i suoi alti valori..
Mio padre è morto e i compagni di un tempo (quelli del partito in cui militava e che io ho avuto la “fortuna” di conoscere) l’han lavato via con un colpo di spugna.
L’han dimenticato, o forse sarebbe meglio dire che non l’han mai conosciuto davvero.
Classe 1986, sono venuta su a pane e canzoni belle e vere di un tempo.
De Gregori, Battisti, Battiato, Paoli, Pino, Vecchioni, solo per citarne alcuni, mi han fatto compagnia mentre crescevo.
Troppo piccola per capire in pieno i testi delle loro poesie, poesie che mi son rimaste dentro e che mi emozionano ancora oggi a distanza di anni..
Gli amici “potenti” l’han dimenticato e ci hanno dimenticato.
Nell’ultimo suo periodo di vita, vuoi la depressione per essersi accorto del vuoto intorno nonostante il tanto bene che ha fatto, vuoi il mondo che cambiava e per uno del dopoguerra era difficile starne al passo, vuoi il mobbing sul lavoro o semplicemente l’aver capito di avere troppi valori per questo mondo corrotto e cattivo, l’han portato a fondo.
Ripeteva sempre di non poter vivere in un mondo così.
Che non era fatto per questo futuro, o per quello che sarebbe arrivato.
Lui che al dio denaro rispondeva sempre con opere buone, con la carità e la devozione del suo mestiere, non era davvero fatto per questo mondo.
Non ha mai chiesto qualcosa in cambio ai suoi favori, non ha mai preteso pur quando aveva ragione nel farlo..
Era un uomo ligio al dovere, che amava il suo lavoro e che amava la sua famiglia e la sua vita.
Era un uomo che mi sorprendeva con poco, che si meravigliava come i bambini.
Era un uomo puro.
Un uomo come non ce ne sono più al mondo oggi.
Un uomo che non si vedrà più nel futuro.
Allora mi chiedo, se son davvero come lui, se ho preso ogni tratto positivo e negativo del suo carattere, cosa devo aspettarmi da questo futuro ancora troppo lontano e minaccioso?!
Sarà valsa la pena esser un uomo come lui?
La risposta è affermativa quando incontro persone “povere” che l’han conosciuto e a cui ha dato tanto chiedendo solo amicizia e riconoscenza in cambio, che ancora oggi, dopo otto anni lo ricordano per la bella persona che era..
Ma per tutti gli altri, per i “potenti” che se ne lavano le mani e se ne fregano dell’uomo buono che è stato e di chi è rimasto qui sulla terra a combattere ogni giorno con le unghie e con i denti, che risposta posso mai darmi?!

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Un pensiero su “Classe 1986

  1. Sicuramente essere stato l’Uomo che sapeva essere, nella sua purezza ed onestà è stato l’unico senso per cui vivere questa vita amara e difficile, in te ha lasciato questi ricordi e quest’essenza che non andrà mai persa, cosa aspettarti del futuro, onestamente non so dirtelo con certezza, ma voglio essere positiva e desidero pensare che si ritornerà ai veri valori, che il bene trionferà, cosi che i ricordi possono prendere vita nel vivere futuro.♫.ƸӜƷ .♫.*•.♫.///
    ღ(•‿•)ღ..ღ(•‿•)ღ
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    _-∫.∫-_____-∫.∫-_ … ★ ⋰⋱ ★ ⋰⋱ ★ ⋰⋱ ★ ⋰⋱ ★ ⋰⋱ ★ buon mese e kiss

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