Nero a metà

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Pino Daniele, secondo funerale a Napoli come Totò. Ma l’attore ne ebbe addirittura un terzo a bara vuota.

Un secondo funerale per Pino Daniele a Napoli. Secondo le indiscrezioni del quotidiano Il Mattino, sarebbe questo il compromesso raggiunto dai famigliari del musicista dopo un contrasto proprio sul luogo delle esequie. Le prime avverranno a Roma mercoledì 7 gennaio a mezzogiorno presso il santuario del Divino Amore.

La seconda cerimonia avverrà alle 17 dello stesso giorno presso la basilica di Santa Chiara. “La macchina organizzativa è già in moto”, scrivono. D’altronde molti napoletani avevano espresso delusione e amarezza per il fatto che i funerali si svolgessero nella Capitale e non nella città che ha dato i natali all’artista.

I parenti di Pino Daniele, intanto, hanno chiarito di non aver litigato. I fratelli, infatti, avevano chiesto di dare l’ultimo saluto a Napoli mentre i figli hanno deciso che fosse Roma a dare l’addio. Nonostante i pareri diversi, il fratello Carmine Daniele e le figlie Loredana hanno confermato la partecipazione alla cerimonia del Divino Amore.

“Non ci sono contrasti in famiglia e non è vero che contestiamo la scelta di far svolgere a Roma i funerali di zio Pino – ha detto Loredana Daniele – certo come familiari e come napoletani siamo rammaricati per il fatto che zio Pino non sia ricordato anche a Napoli con una cerimonia religiosa adeguata”.

Carmine Daniele, che soffre di cuore ed è febbricitante si recherà a Roma solo se i medici gli daranno il via libera. Le due sorelle anche loro non in buone condizioni di salute ed i fratelli dovrebbero secondo quanto hanno detto Loredana e Antonella Daniele dovrebbero in linea di massima essere presenti.

Se davvero sarà organizzato un secondo funerale, Pino Daniele replicherebbe l’avventura funebre di Totò – un altro napoletano d’eccezione – per il quale si fece un addio a Roma, dove morì nel 15 aprile 1967, e un secondo a Napoli.

Le cronache riportarono che le ultime parole del comico furono: “Mi sento male, portatemi a Napoli”. Per obbedire alle sue volontà, dunque, il feretro dopo la cerimonia alla chiesa Sant’Eugenio sul Tevere venne trasportato nella città partenopea. Qui la folla immensa – circa 250mila persone – fece tardare di due ore la cerimonia, in quanto la macchina delle pompe funebri non riusciva a raggiungere la chiesa di Sant’Eligio.

Un terzo funerale fu organizzato nel Rione Sanità dal “capoguappo” del quartiere, ma con la bara vuota.

In realtà, ricorda il Corriere del Mezzogiorno, la scelta dei funerali e della sepoltura lontano da Napoli non è nuova per gli artisti napoletani:

Anche Eduardo, come Pino Daniele e Totò, morì a Roma. Per il drammaturgo la camera ardente venne allestita al Senato e le esequie in piazza San Giovanni, generalmente destinata ai comizi o ai concerti rock, furono trasmesse in diretta televisiva. Eduardo fu però sepolto nel romano cimitero del Verano. Di venti anni prima è una foto molto bella dell’Istituto Luce che ritrae Totò ed Eduardo ai funerali di Titina che si svolsero nel dicembre del 1963, sempre nella Capitale, nella basilica del Sacro Cuore dell’Immacolata, in piazza Euclide. C’erano anche Vittorio De Sica e Sophia Loren. Anche la salma di Titina fu poi accolta al Verano, ma solo per pochi mesi, perché oggi a custodire le sue spoglie, insieme a quelle del marito e collega Pietro Carloni, è Manziana, un piccolo centro, in provincia di Roma. Al Verano riposa ancora oggi Peppino De Filippo, anche lui morto a Roma.
La famiglia del cantante ha fatto sapere che Pino Daniele ha lasciato un testamento nel quale chiede di essere cremato. Le ceneri, dopo essere state esposte al Maschio Angioino, rimarranno in Toscana.

Addio Pino Daniele

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Un pensiero su “Nero a metà

  1. … troppi discorsi a mio avviso..ora pure la polemica sui soccorsi… ma se ha deciso lui di essere dirottato su roma, perchè tanti discorsi?… ma quindi all’osp c’è arrivato con l’auto privata- voglio sperare!??? perchè qui l’ambulanza x noi poveri comuni mortali non ti dirotta sull’osp a richiesta dove magari sei sotto cura– nemmeno parlando con il dott del 118. quindi… tante parole… quando è ora è ora… ha deciso lui cosi

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